Cambiamenti nelle pensioni dei dipendenti pubblici
Con le nuove aliquote di rendimento comunicate dall’INPS, la quota retributiva delle pensioni dei dipendenti della pubblica amministrazione subisce modifiche significative. Le nuove percentuali non sono applicabili a tutti i trattamenti pensionistici, ma riguardano specificamente alcune categorie, in particolare chi opta per la pensione anticipata.
Dettagli sull’applicazione delle nuove aliquote
Secondo il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026, le nuove aliquote di rendimento si applicano esclusivamente alle pensioni anticipate per coloro che hanno versato meno di 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1995. Tra queste, rientrano la pensione anticipata ordinaria, la Quota 41 per i lavoratori precoci e l’Ape Sociale. Per i dipendenti pubblici coinvolti, la quota retributiva della pensione verrà ricalcolata.
Inoltre, per coloro che avevano già soddisfatto i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2023, non si applicano le nuove aliquote e rimane in vigore il sistema di calcolo precedente, più favorevole. L’INPS ha anche disposto un riesame d’ufficio delle pensioni di vecchiaia, correggendo eventuali errori nei calcoli effettuati in precedenza. Se il ricalcolo evidenzia importi considerati indebiti, questi saranno annullati.