Resto al Sud 2.0: requisiti e modalità di accesso nel 2026

Domande aperte per Resto al Sud 2.0

Le domande per accedere a Resto al Sud 2.0 sono ancora aperte nel 2026. Questa iniziativa, nota anche come “Investire al SUD”, è rivolta ai giovani sotto i 35 anni desiderosi di avviare un’attività imprenditoriale nelle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

Requisiti e procedure per la domanda

I fondi disponibili, ammontanti a 356,4 milioni di euro, sono stati stanziati dal decreto Coesione per il biennio 2024-2025 e rimarranno accessibili fino all’esaurimento. Per partecipare, i richiedenti devono presentare una DSAN (dichiarazione sostitutiva di atto notorio) che attesti i requisiti richiesti. Le agevolazioni sono destinate a iniziative economiche che riguardano attività autonome, imprenditoriali o professionali, sia individuali che collettive. È necessario aprire una partita IVA per le iniziative individuali, mentre per quelle collettive è richiesta la costituzione in forme giuridiche specifiche, come società a responsabilità limitata o società cooperative.

Non possono accedere agli incentivi coloro che hanno interrotto un’attività con codice ATECO simile a quello della nuova iniziativa nei sei mesi precedenti alla richiesta. La procedura di accesso ai fondi avviene tramite una valutazione a sportello, con domande accettate in ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi. Per richiedere gli incentivi, è necessaria la compilazione della domanda in modalità telematica sulla piattaforma di Invitalia, utilizzando credenziali digitali riconosciute.

È importante notare che, sebbene non sia obbligatorio partecipare a percorsi formativi, farlo può aumentare il punteggio della domanda. Inoltre, le spese ammissibili e non ammissibili sono specificate nell’articolo 24 del Decreto 9 Luglio 2025.