Decisione della Cassazione sui permessi di studio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25038/2025, ha stabilito che i permessi di studio per i lavoratori della Pubblica Amministrazione (PA) possono essere negati se le lezioni non coincidono con l’orario di lavoro. La sentenza riguarda in particolare i dipendenti che frequentano Università telematiche, dove le lezioni sono offerte in modalità asincrona.
Condizioni per l’assegnazione dei permessi
Il contenzioso è nato da una contestazione da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha rifiutato i permessi studio richiesti da alcuni dipendenti, sottolineando l’assenza di prove che dimostrassero la sovrapposizione degli orari delle lezioni con quelli di servizio. La Cassazione ha chiarito che nei casi in cui le lezioni siano asincrone, i lavoratori possono seguirle al di fuori dell’orario lavorativo, annullando quindi la necessità di richiedere permessi studio. Questi ultimi sono concepiti per giustificare le assenze durante le lezioni che si sovrappongono all’orario di lavoro, non per attività di studio individuale.
Inoltre, la legge 300/1970 garantisce alcune tutele agli studenti lavoratori, come turnazioni favorevoli, ma la gestione dei permessi studio è principalmente regolata dalla contrattazione collettiva. Nel settore privato, ad esempio, ci sono più flessibilità rispetto al settore pubblico, dove i permessi sono più vincolati alla coincidenza temporale.