Novità sul lavoro domestico nel 2026: retribuzione e contributi

Regole e retribuzioni nel lavoro domestico

Il lavoro domestico, che include colf, badanti e altri servizi per la vita familiare, è regolato da un contratto collettivo nazionale (CCNL) specifico. A partire dal 1° novembre 2025, i salari per oltre 1,6 milioni di addetti sono aumentati di 100 euro lordi. Le retribuzioni variano dai 736,25 euro mensili per il livello A ai 1.405,58 euro per il livello D Super, con paghe orarie che si adattano ai diversi ruoli.

Nel 2026, il sistema di pagamento dei contributi all’INPS cambia: non verranno più inviate lettere cartacee ai datori di lavoro, con un passaggio verso la digitalizzazione. Solo i datori di lavoro di età pari o superiore a 76 anni continueranno a ricevere comunicazioni cartacee, come misura temporanea.

Procedure per l’assunzione e contributi

Per assumere un lavoratore domestico, è necessario seguire procedure specifiche, tra cui la comunicazione di assunzione all’INPS. I contributi, calcolati sulla base della retribuzione, devono essere versati trimestralmente. Per i contratti a tempo indeterminato, se la paga oraria supera 11,54 euro, il datore deve versare contributi per ogni ora lavorata.

È fondamentale rispettare le normative per evitare sanzioni per lavoro irregolare. Il CCNL stabilisce le mansioni e i livelli dei lavoratori, contribuendo a contrastare l’evasione fiscale in questo settore.