Nuove disposizioni per la dirigenza pubblica
Il disegno di legge per la carriera dirigenziale nella Pubblica Amministrazione è stato approvato, segnando un passo significativo nella riforma della PA. Questo provvedimento mira a rivedere la valutazione della performance e le modalità di accesso alla dirigenza, intervenendo su due normative fondamentali: la riforma Brunetta (D.Lgs. 150/2009) e il D.Lgs. 165/2001.
Obiettivi e criteri di valutazione
La legge introduce un modello di valutazione che privilegia il merito e le competenze, superando criteri obsoleti basati su anzianità e conoscenze formali. Tra le novità, la formazione continua diventa obbligatoria, e gli avanzamenti di carriera dipenderanno dal raggiungimento di obiettivi misurabili, come la riduzione dei tempi di attesa per i servizi pubblici. Inoltre, il sistema di valutazione diventa multilivello, coinvolgendo dirigenti, organi politici e utenti, per garantire una maggiore oggettività. Il conferimento degli incarichi dirigenziali avrà una durata definita (tra i 3 e i 5 anni) e il trattamento economico sarà legato ai risultati ottenuti, abbandonando l’idea del ‘premio per tutti’ a favore di una selezione basata sul merito.